Inaugurazione Altare Mater Pacis

Una preghiera per i morti di tutte le guerre”. Questa l’iscrizione presente sull’Altare Mater Pacis, in cima alla collina di Monte Calvo di Rastignano, inaugurato nel 2019 dall’Arcivescovo di Bologna cardinale Matteo Zuppi, dalla sindaca di Pianoro Franca Filippini e dal presidente del Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa Sandro Ceccoli che, insieme alla Parrocchia di Rastignano, agli Amici di Tamara e Davide e alla Walking Valley, hanno attivato il progetto.

“Lassù a Montecalvo, dove il panorama a 360 gradi abbraccia a nord la pianura padana e sullo sfondo le Alpi e il mar Adriatico, e a sud l’intero arco appenninico tosco-emiliano, tra il Santuario della Beata Vergine di San Luca ad ovest ed il Santuario della Madonna del Monte delle Formiche ad est – hanni detto don Giulio Gallerani, moderatore della zona pastorale 50 e Federica Maranesi presidente degli Amici – lo sguardo domina la Valle del Savena ed il Contrafforte Pliocenico, proprio là dove nella Seconda Guerra Mondiale vi era la “Winter Line”, parte della più famosa Linea Gotica, teatro di feroci combattimenti e bombardamenti per l’intero inverno fra il 1944 ed il 1945, tanto da far guadagnare a Pianoro l’appellativo di “Montecassino del Nord”, con il 98% degli edifici completamente distrutti. Qui abbiamo voluto posizionare un altare di gesso, delle vicine cave del Parco, per ricordare i morti di tutte le guerre, per affidarci alla protezione di Maria, Madre della Pace”. 

“Un ringraziamento particolare al notaio Michele Dal Maso proprietario del terreno che ci ha consentito l’utilizzo gratuito dell’area – ha aggiunto Andrea Simoni, responsabile della Walking Valley – al dott. David Bianco del Parco che ci ha assistito nel progetto ed alla Famiglia Achiluzzi che ha donato l’altare, trasportato gratuitamente in loco dalla ditta Marchesi Movimento Terra, lavorato dal marmista Mauro Bortini e dallo scalpellino Bruno Menetti e dall’artista Isabella Pasi, con il contributo di Metaltarghe. Grazie a Marina Zuffi e Andrea De Maria del Comune”. “Questo luogo è punto di partenza della seconda tappa della nuovissima via appenninica dei santuari mariani dell’appennino bolognese, la Via Mater Dei – ha concluso don Giulio – che ispira al camminatore e al pellegrino una riflessione ed una preghiera, perché il cuore dell’uomo, libero dalla barbarie della guerra, si armonizzi con la bellezza della natura, ed impari ad alzare lo sguardo al Cielo, e poi abbassarlo verso il fratello con quell’amore materno che è sempre fonte di vita e mai di odio e distruzione”.

“O Signore nostro fratello, ti ricordiamo i 25 sacerdoti della nostra diocesi – ha detto il cardinale Zuppi durante l’omelia di inaugurazione – e con loro tutti i ministri, i laici, ogni vittima della violenza e dell’odio di parte, che furono uccisi prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. E’ venuta l’ora di disarmare i cuori e le mani; è necessario combattere ogni seme di odio e di violenza che non hanno mai giustificazioni. Ti preghiamo liberaci dalle ideologie e insegnaci a mettere al centro la persona e ad essere servi del tuo Vangelo, anche quando non conviene”.

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